Parola di educatrice: i bimbi di Agrate parlano inglese.

Lo sapete tutti ormai che a Gnomi e Folletti i nostri piccoli ospiti parlano in inglese, vero!?

Eh sì, parola di educatrice: è proprio così!

Da quando Alison è con noi mi sono innamorata di questo sistema, avere l’opportunità di lavorare in un nido bilingue è arricchente sotto molti punti di vista. Per questo ho deciso di documentarmi meglio in materia attraverso testi e ricerche sul web, mi piacerebbe provare a condividere con voi quello che ho scoperto grazie a studi scientifici e articoli di esperti nel settore…buona lettura!

 

Il cervello umano è perfettamente in grado di gestire due o più lingue simultaneamente fin dalla nascita e ha la massima ricettività nei primi anni di vita.

 

Molti bambini bilingue imparano a leggere prima dei monolingue e sono avvantaggiati nell'apprendimento di una terza o quarta lingua.

 

Il linguaggio è una funzione estremamente complicata, ma i bambini nascono con la capacità di assorbire, riconoscere ed utilizzare qualsiasi suono. Dai quattro mesi sono in grado di focalizzarsi sui suoni della lingua.

 

Quando il bambino nasce miliardi di neuroni del suo cervello non sono ancora collegati tra di loro, si connettono ricevendo sufficienti stimolazioni esterne nei primi anni di vita fino ai sette anni. Per questo è importante introdurre una seconda lingua il prima possibile, i bambini lo vivono come un gioco e sono naturalmente predisposti ad apprendere; pensate che dopo i sette anni il modo di apprendere una lingua rispecchia già quello degli adulti.

 

Più lingue un bambino conosce, più diventa flessibile, tollerante verso le altre culture, intelligente. Alcuni studi hanno dimostrato che i bambini che hanno frequentato asili bilingui hanno conseguito risultati migliori all’università.

 

Studi di psicologi e scienziati hanno dimostrato che il neonato presta più attenzione alle novità, ascoltare due lingue invece che una fin da molto piccolo è quindi per lui una ricchezza, linguistica e celebrale.

 

La professoressa Patricia Khul ha condotto esperimenti sui bambini bilingui di quattro mesi, notando che essi sono già in grado di rilevare le differenze di suoni tra le due lingue.

 

Ho riportato solo alcune delle tante informazioni che attestano l’importanza e la qualità del lavoro che stiamo facendo quotidianamente con i nostri bimbi, noi educatrici italiane abbiamo vissuto fin dal primo giorno con serenità ed entusiasmo le ore di compresenza con Alison, osserviamo gli evidenti progressi dei bambini giorno per giorno e gioiamo ad ogni loro piccolo grande traguardo…e le risate sono all’ordine del giorno! Perché sì, una cosa l’abbiamo sicuramente capita: senza gioia, naturalezza e spontaneità l’apprendimento non avviene!

 

Vorrei concludere questo articolo riportando una frase di Alison, che condivido e fa da cornice a questo momento di pura bellezza che stiamo vivendo tutti insieme: “A Gnomi e Folletti ho trovato una famiglia e mi sento come a casa con i bimbi e le colleghe, davvero bello essere qui!”

 

Grazie!

 

Sara Bonino, Educatrice

 

FONTI:

https://www.helendoron.it/puo-un-bambino-imparare-una-seconda-lingua-se-ancora-non-parla-la-sua-lingua-madre/

 

https://www.google.it/amp/s/www.educazioneglobale.com/2015/03/insegnare-linglese-o-altre-lingue-a-tuo-figlio-a-che-eta-iniziare/amp/

 

https://www.spaziobambino.com/english-full-immersion/

 

 

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